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CONOSCIAMO LA LORDOSI

13/10/2015

 

 

 

LORDOSI
La lordosi (dal greco "curvatura", "piegamento") è caratterizzata da un infossamento profondo della colonna vertebrale nella regione lombare, che proietta indietro il bacino e crea un dorso curvo.
In una colonna vertebrale normale troviamo due tipi di curve, osservandola sul piano sagittale mediano:
* le lordosi (nei tratti cervicale e lombare) che determinano una convessità frontalmente alla colonna
* le cifosi (toracica e sacro - coccigea) che invece causano una convessità dorsale.
In direzione cranio - caudale quindi troviamo una lordosi cervicale, poi la lunga cifosi toracica, che si continua fino ad L2, in seguito abbiamo la lordosi lombare ed infine la piccola cifosi sacro-coccigea.
Queste curve sono determinate dal diverso spessore di corpi e dischi vertebrali tra la loro parte anteriore e posteriore. È proprio l'alternanza di queste 4 curve a dare alla colonna importanti proprietà elastiche e resistive, molto superiori a quelle di un'ipotetica colonna dorsale completamente dritta.
II termine lordosi identifica la curvatura, sul piano sagittale, a convessità anteriore, della colonna vertebrale. Una certa curvatura della colonna vertebrale è fisiologica; il termine lordosi quindi non indica di per sé una condizione patologica; le cose però cambiano se tale curvatura è decisamente accentuata; in tal caso si dovrebbe parlare quindi, più propriamente, di iperlordosi; al contrario, se la curvatura risulta decisamente ridotta, si dovrebbe utilizzare il termine ipolordosi. Molti però, anche se impropriamente, utilizzano il termine lordosi per riferirsi a un quadro dai connotati patologici.
Se osserviamo un rachide normale sul piano sagittale mediano, è possibile individuare due tipologie di curvature: le lordosi e le cifosi.
Partendo dall'alto abbiamo quindi una lordosi cervicale seguita dalla cifosi toracica; troviamo poi la lordosi lombare e infine la cifosi sacro-coccigea.
Accentuazione e riduzione della lordosi (iperlordosi e ipolordosi)
Si parla di accentuazione della lordosi (iperlordosi) allorquando l'angolo di curvatura lombare è maggiore di 40-50 gradi. Un'accentuazione della lordosi è un quadro patologico che viene riscontrato molto più frequentemente nei soggetti di sesso femminile; ciò dipende sostanzialmente da due fattori: una conformazione ossea differente da quella maschile e abitudini culturali diverse (molte donne indossano calzature con tacchi alti; tale abitudine provoca un accorciamento della muscolatura paravertebrale e costringe a una postura
iperlordotica). Un'accentuazione della fisiologica lordosi avviene anche nel corso degli ultimi mesi di gravidanza.
Perché è importante evitare un'accentuazione o una riduzione della lordosi ?

Perché in presenza di una corretta lordosi la pressione viene distribuita in modo uniforme sui pilastri anteriore (disco e corpo vertebrale) e posteriore (faccette articolari); la colonna vertebrale risulta quindi più solida e sarà quindi in grado di sopportare senza particolari problemi pressioni di una certa intensità. Un'accentuazione della lordosi si verifica generalmente per due motivi: muscoli addominali deboli e retrazione dei muscoli ileo-psoas (muscoli che flettono e ruotano esternamente la coscia e flettono e inclinano lateralmente il tronco).

Cosa fare quindi in presenza di un quadro di accentuata lordosi ?

La cosa fondamentale è quella di imparare a gestire correttamente la colonna vertebrale, sia nelle posture che nei movimenti che negli sforzi.
È poi molto importante eseguire esercizi di allungamento dei muscoli ileo-psoas ed esercizi di allungamento dei muscoli che stabilizzano la colonna vertebrale.
In molti casi la lordosi subisce una determinata riduzione (si parla in questo caso di ipolordosi}; ciò avviene generalmente a causa di posture statiche prolungate non corrette; il tipico caso è quello delle persone che svolgono lavori sedentari e che non effettuano un'adeguata attività fisica che compensi la loro sedentarietà. La mancanza o
l'accentuata riduzione della lordosi provoca a lungo andare debolezza, instabilità e minor resistenza della colonna vertebrale con conseguente incapacità di sopportare le pressioni. Appare ovvio che questo quadro può essere in parte risolto attraverso ripetuti cicli di riabilitazione e di terapia antalgica diventa infatti indispensabile una modifica dello
stile di vita che deve diventare più attivo. Sono poi da evitare, nei limiti del possibile, quelle posture e quei movimenti che costringono la colonna vertebrale in flessione; è altresì importante eseguire in modo corretto e con la giusta gradualità quegli esercizi che mobilizzano in estensione la colonna vertebrale.

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